Il mio nuovo romanzo si muove da abile trasformista: nasce da uno spunto reale, si aggancia all'immaginario, si sviluppa nell'onirico e approda al Thriller. Una sorta di sintesi fra più generi che coinvolge e travolge il lettore. Il tema del sogno, così frequente anche nei miei dipinti, è il momento di fuga, la chiave che apre porte chiuse da tempo e consente il volo. Quel volo controllato che accelera i battiti, travolge i confini e mostra un nuovo punto di vista. Sognare, immaginare, volare, planare ancora e interpretare tutto in modo nuovo. I colori che in pittura escono per primi e avvolgono concetti, nel romanzo si intravedono appena, a volte si offrono fugaci, altre esplodono nell'intervallo fra un bianco e un nero. La storia è un momento che si dilata e ritorna compresso alla fine del romanzo con il lettore che diviene protagonista assoluto di un finale appena sussurrato...
Non era più sera e neppure mattina ma un giorno eterno, dilatato, infinito.
E questo non mi turbava, anzi.
Mi dava quella strana sensazione di immanenza che accompagna le emozioni,
e le colloca lì
dove vanno,
e dove non sai.